Un itinerario si rompe quando è costruito sul tempo che mostra il navigatore, perché quel tempo non contiene le soste, la stagione né l’arrivo in centro. Distribuisca i chilometri per tipo di strada, aggiunga le soste che farà davvero, e otterrà una durata utilizzabile per pianificare la giornata invece che per illudersi.
L’essenziale
- Il navigatore stima il tempo di guida su un percorso libero, non la durata di una giornata.
- Appena si lascia l’asse autostradale la velocità media crolla, e il chilometraggio smette di predire la durata.
- Le soste sono la voce che le persone sottostimano di più, e su una tratta lunga superano facilmente l’ora.
- Se la durata supera le quattro ore, la tratta occupa mezza giornata piena.
Perimetro Vale per gli spostamenti in auto sull’isola. Non copre traghetti, treni e autobus di linea, i cui orari sono pubblicati dalle compagnie e non si stimano, né i cantieri e le chiusure temporanee; la costruzione dell’itinerario è trattata in Itinerari e luoghi.
Perché la stima si allontana
Che cosa misura un navigatore, e che cosa non misura
Un navigatore stima il tempo di guida su un percorso libero, aggiornandolo con il traffico che rileva nel momento in cui lei fa la richiesta. Non sa quante volte si fermerà, non sa che al ritorno dalla spiaggia il paese sarà congestionato, non sa quanto tempo impiegherà a trovare posto all’arrivo, e soprattutto stima su condizioni istantanee un viaggio che farà tra tre settimane. La differenza tra la sua stima e la giornata reale non nasce da un errore del software: nasce dal fatto che misurano due cose diverse.
Il campo dedicato al tempo del navigatore serve a rendere visibile questo scarto sul suo caso concreto. Se lo scarto risulta piccolo, il suo percorso è prevalentemente autostradale e la stima regge. Se risulta ampio, il percorso ha una componente interna importante e programmarci sopra una giornata fitta è il modo più comune di rovinarla.
Perché le strade interne cambiano l’equazione
La rete siciliana non è omogenea. L’asse autostradale collega la costa nord e la costa orientale con tempi regolari. Appena si lascia quell’asse per raggiungere l’entroterra, i borghi collinari o le pendici dell’Etna, la velocità media crolla: curve, dislivello, attraversamenti di centri abitati, mezzi agricoli e tratti a una corsia per senso di marcia. La distanza in chilometri resta modesta, il tempo no.
Da qui la scelta di far distribuire i chilometri in tre righe invece di chiedere una distanza unica. Una tratta di ottanta chilometri interamente interna e una tratta di ottanta chilometri interamente autostradale non appartengono alla stessa giornata, e nessuna media unica può rappresentarle entrambe. Se non sa come dividere i chilometri, guardi il percorso sulla mappa e conti quanti tratti portano un numero di strada provinciale.
Le soste sono la voce che decide la giornata
Una sosta caffè dichiarata di dieci minuti ne dura venti, una sosta pranzo dichiarata di quaranta ne dura un’ora, e una sosta panoramica non dichiarata è quella che sposta l’arrivo di trenta minuti. Il modulo chiede numero e durata separatamente perché il numero è il parametro che le persone sottostimano di più. Su una tratta lunga con tre soste, il tempo fermo supera facilmente l’ora e vale quanto cinquanta chilometri di autostrada.
Al posto suo, alzerei la durata di ogni sosta a venticinque minuti e conterei una sosta in più di quelle previste. Se il totale che ottiene resta compatibile con il programma della giornata, il programma regge davvero. Se non regge, lo ha scoperto adesso e non alle sette di sera con il check-in da fare.
Che cosa aggiunge l’arrivo in un centro storico
Arrivare in una struttura con parcheggio proprio significa spegnere il motore e avere finito. Arrivare in un centro storico significa individuare l’ingresso consentito, verificare se la zona è a traffico limitato in quella fascia oraria, raggiungere un parcheggio, sistemare l’auto e percorrere a piedi l’ultimo tratto con i bagagli. La maggiorazione di venti minuti prevista dal modello è prudente e non copre il caso di un arrivo in un fine settimana d’agosto.
Sulle zone a traffico limitato non entro nel merito delle singole delibere, che cambiano per fascia oraria e per stagione e vengono aggiornate dai comuni. Verifichi i varchi attivi sul sito del comune di destinazione prima di partire e, se la struttura si trova dentro la zona, chieda per iscritto la procedura di autorizzazione dell’ingresso: quasi tutte ne hanno una, ma quasi nessuna la applica se non gliela comunica in anticipo.
Che cosa fare di questo risultato
- Verifichi se la giornata regge ancora. Se la durata supera le quattro ore, la tratta occupa mezza giornata piena e non lascia spazio a una visita impegnativa nello stesso pomeriggio. Sposti una tappa invece di comprimere la sosta.
- Rialzi le soste e rifaccia il conto. Porti la durata di ogni sosta a venticinque minuti e ne conti una in più di quelle previste. Se il totale resta compatibile con il programma, il programma regge davvero.
- Controlli i varchi a traffico limitato del comune di arrivo. La maggiorazione di venti minuti prevista per un centro storico non copre il caso di una zona a traffico limitato attiva in quella fascia oraria. La fonte è il sito del comune, e la struttura deve darle per iscritto la procedura di accesso.
Che cosa questo calcolo non copre
Il calcolo non copre traghetti, treni e autobus di linea, i cui orari sono pubblicati dalle compagnie e non si stimano. Non copre i cantieri, le chiusure temporanee e le manifestazioni che chiudono un centro abitato per una serata.
Le velocità medie proposte sono ipotesi di lavoro, non misure, e per questo compaiono in campi modificabili. Il sito non pubblica tempi di percorrenza rilevati: quando lo farà, ciascuno porterà la sua data e il suo percorso.
Lo strumento non pubblica tempi rilevati. Applica un modello dichiarato: durata di guida uguale a chilometri diviso velocità media per ciascun tipo di strada, maggiorazione stagionale applicata solo alle tratte non autostradali, tempo di sosta pari al numero di soste per la loro durata, e venti minuti aggiuntivi per un arrivo in centro storico. Le tre velocità medie proposte sono ipotesi di lavoro visibili nel modulo e modificabili dal lettore, non misure. Il confronto con il navigatore usa il valore che il lettore stesso inserisce.